Visualizzazione post con etichetta Panna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Panna. Mostra tutti i post

giovedì 1 gennaio 2015

L'ultima cena... [del 2014]

Questo ritorno merita i fuochi d'artificio!!!

BUON
A TUTTI VOI!!!

Ci siamo fatti attendere, ma ormai conoscete le due "bestie" :P
Il ritorno sul blog, oltre ad essere "col botto" date le circostanze di generale "festaiolaggine", è "con sorpresa" per la nostra particolare situazione attuale [per approfondimenti, si veda l'ultimo aggiornamento in sezione "Qualcosa di noi"] ed i fuochi d'artificio li abbiamo dentro da 5 mesi!!! ^_^

Ieri sera per noi è stato un festeggiamento "a 3", inter nos!
Tantissimo Amore, coccole a livelli massimi, sottofondo musicale, lucine natalizie e (la modestia non abita qui!) ottimo cibo!!!

Siamo rimasti, culinariamente, sul tradizionale ed il menù si riassume come segue:

"Aspettando il 2015"
Menù 

Antipasto
Canapè "old fashioned"

Primo Piatto
Risotto alla Pilota "di casa nostra"

Secondo Piatto
Costine di maiale arrosto 
in riduzione al Brandy e aceto balsamico
con 
Patate Duchesse

Dolce
Panettone "Loison" ai marron glacés grigliato 
con 
Crema Chantilly


Canapè "old fashioned"
I canapè (o "tartine da antipasto", ma fa meno "figo") sono le intramontabili presenze che hanno accompagnato anni di pranzi festaioli a casa dei miei nonni paterni. Preparate rigorosamente dai miei zii, colorate, saporite e sfiziose, erano per me una calamita! 
Ieri sera abbiamo riprodotto una mini-selezione con tre tipologie semplici, ma gustose.

Per il pane in cassetta (che servirà per realizzare tutti i canapè) mi sono trovata molto bene con la ricetta di Raffaella (La cucina di Pallina), che ho utilizzato più volte e sempre con successo. Il mio consiglio è di usare uno stampo per pane in cassetta (quello col coperchio), che consente di avere una "crosticina" più sottile e una forma a parallelepipedo molto regolare.
Una volta realizzato il pane con quest'ottima ricetta e fatto raffreddare completamente, togliete la crosticina con una lama liscia e tagliate il pane "per il lungo" in fette sottili e regolari (io mi aiuto con l'arco a filo, che uso anche per tagliare con precisione pan di spagna & co, e ottengo 4 fette spesse o 5 sottili).
Veniamo quindi alle singole realizzazioni.

Canapè al paté di tonno
- due fette di pane in cassetta
- 100 g di robiola
- 150 g di tonno Consorcio (o altro di buona qualità)

Frullare il tonno, fino a ridurlo alla consistenza di una crema, quindi aggiungere la robiola e frullare per amalgamare. Spalmare il composto in un generoso strato su una fetta di pane e chiudere con la seconda. Rifinire i bordi con la crema rimasta. Lasciare riposare in frigorifero per una mezz'oretta, quindi tagliare in rettangolini, quadratini o triangolini (noi abbiamo ottenuto 8 grossi triangoli).

Canapè alla crema di olive nere
Ingredienti: 
- due fette di pane in cassetta
- 100 g di robiola
- 25/30 olive nere denocciolate
- un cucchiaino d'olio, sale (facoltativi)

Frullare le olive, ottenendo dei pezzetti molto piccoli, quindi aggiungere la robiola ed amalgamare. Aggiustare gusto e consistenza con olio e sale. Spalmare il composto in un generoso strato su una fetta di pane e chiudere con la seconda. Rifinire i bordi con la crema rimasta. Lasciare riposare in frigorifero per una mezz'oretta, quindi tagliare in rettangolini, quadratini o triangolini (noi abbiamo ottenuto 12 mini triangolini).

Canapè al prosciutto crudo spadellato e uovo sodo alle erbe aromatiche
Ingredienti:
- una fetta di pane in cassetta
- burro di ottima qualità morbido (q.b.)
- 5/6 fette sottili di prosciutto crudo di Parma "Sant'Ilario" Riserva
- 2 uova
- erbette fini a piacere
- sale e pepe

Rassodare le uova in acqua bollente leggermente salata per 10 minuti. Spalmare sulla fetta di pane un velo di burro, quindi tagliare il pane in rettangolini o triangolini (noi abbiamo ottenuto 5 grossi rettangoli). Eliminare il guscio dalle uova e lasciarle raffreddare, quindi tagliarle a fettine. Scaldare una padellina e, sorreggendola con la mano, ripassare per un istante ogni fetta di prosciutto, in modo che il grasso inizi a sciogliersi. Disporre il prosciutto sulle singole tartine e posare sulla sommità di ciascuna una fettina d'uovo. Ultimare con un pizzico di erbette fini tritate, sale e pepe. 




Risotto alla Pilota "di casa nostra" 
Questo risotto, detto anche "alla mantovana" è un classico intramontabile di casa mia (N.d.Fra). Parte del mio parentado ha origini mantovane; vivendo in terra di confine ed avendo papà macellaio, questo piatto è stato un must sulla tavola del weekend per tutta la mia infanzia/adolescenza. Si prepara con il tastasale, che altro non che l'impasto di carne di maiale, salata e pepata, che finirà poi nel budello per trasformarsi in salame, salamelle & co. Il nome deriva dal fatto che si usa "tastàr" (assaggiare) l'impasto per verificare che sia saporito a dovere prima di insaccarlo. Nel tempo, questo impasto ha assunto una sua identità anche prima di diventare insaccato ed è stato usato (soprattutto nelle zone di Verona e Mantova) come ricco condimento per il riso. Mentre nella zona di verona, però, il risotto "col tastasal" mantiene una consistenza morbida, sul mantovano il risotto "con l'impasto della salamella" viene preparato secondo una modalità che lo rende più asciutto e con i chicchi ben sgranati. Nasce così il "risotto alla pilota", dal termine "piloti", ovvero coloro che lavoravano nelle "pile", dove avviene la "pilatura" (mondatura e lavorazione del riso). In questa ricetta, oltre l'utilizzo di un ottimo tastasale (o pasta di salamella fresca), è fondamentale la tipologia di riso da usare (Vialone Nano) e il rispetto scrupoloso di misure (stessa quantità di riso ed acqua) e tempistiche nelle due cotture (su fuoco e a vapore). 

Ingredienti (per 2 persone):
un bicchiere colmo di riso Vialone Nano 
un bicchiere colmo (lo stesso usato per misurare il riso) di acqua
un cucchiaino raso di dado vegetale (io ormai uso solo il suo)
un pizzichino di sale grosso
150/200 g di tastasale (o salamella fresca) 
una noce di burro
1/2 bicchiere di vino (c'è chi lo mette bianco e chi lo mette rosso...a casa mia c'è un'altra opzione, stupenda, ma coperta da segreto di Stato)
80 g di formaggio grana
noce moscata

In una pentola dal fondo spesso portare a lieve ebollizione l'acqua con il dado e il pizzico di sale grosso. 
Nel frattempo sciogliere in un pentolino la noce di burro e, appena sfrigola, aggiungere il tastasale (o la pasta di salamella fresca), sgranandolo bene a fiamma viva con una forchetta (deve risultare ben "sbriciolato"). Sfumare a fiamma vivace con il vino, quindi abbassare il fuoco e lasciar rosolare. 
Appena l'acqua (+ dado e sale) bolle, versare il riso tutto in una volta, facendolo scendere sotto il pelo dell'acqua SENZA MESCOLARE (dare al massimo una lieve scrollatina alla pentola), quindi coprire col coperchio, tenere il fuoco dolce e far cuocere per 11 minuti esatti.
Grattugiare il formaggio grana e aggiungere una generosa grattata di noce moscata, mischiandola bene.
Trascorsi gli 11 minuti di cottura del riso, spegnere il fuoco, scoperchiare la pentola (il riso avrà assorbito l'acqua) e aggiungere rapidamente il tastasale e il formaggio, mescolando velocemente con un cucchiaio di legno. 
Coprire la pentola con un canovaccio spesso e quindi mettere il coperchio, chiudendo la pentola ermeticamente (il più possibile). Questo punto è importante, perché qui inizia la seconda cottura del riso, quella nel suo vapore, che darà la sgranatura. A fuoco spento, lasciar trascorrere 15 minuti, poi scoperchiare nuovamente. Il risultato sarà un risotto con cottura al dente, asciutto e sgranato.
Impiattare e servire ben caldo, aggiungendo a piacere altro formaggio grana.



Costine di maiale arrosto in riduzione al Brandy e aceto balsamico
Ingredienti (per 4 persone):
12-16 costine di maiale (scegliere la quantità in base alla grandezza dei pezzi)
sale 
pepe nero macinato fresco
tamaro
due spicchi d'aglio
un rametto di rosmarino
una foglia di alloro
mezzo bicchiere di Brandy + 4 cucchiai di aceto balsamico
mezzo bicchiere di latte fresco intero
un litro (scarso) di brodo vegetale leggero

Massaggiare le costine con una marinatura "a secco" preparata con sale, pepe nero e tamaro, quindi lasciarle riposare (io ho mischiato tutto in un sacchetto per alimenti e ho lasciato a riposo per un paio d'ore). Preparare il brodo con un litro scarso d'acqua e una modesta quantità di buon dado vegetale (io uso sempre il suo), in modo che risulti un brodo leggero. Trascorso il tempo della marinatura della carne, scaldare sul fuoco più grande e a fiamma viva un'ampia padella antiaderente dal fondo spesso (assicurarsi in precedenza che possa ospitare tutte le costine, senza creare sovrapposizioni). Aggiungere i due spicchi d'aglio sbucciati e divisi a metà (ricordandosi di togliere il germoglio verde interno) e le costine, con il lato opposto all'osso per primo. Far rosolare le costine su ogni lato per sigillare i succhi all'interno, aggiungere la foglia di alloro spezzata in due e il rametto di rosmarino, quindi sfumare con la preparazione al Brandy ed aceto balsamico. Coprire le costine a filo con il brodo bollente e aggiungere il latte. Coprire la pentola e portarla sul fuoco più piccolo al minimo della fiamma. Devono cuocere in questo modo, con bollore appena accennato, per almeno 2 ore. La verifica della giusta cottura è data dalla tenerezza della carne: quando la carne risulta tenerissima e si stacca completamente e con facilità dall'osso, le costine sono pronte! 
Deglassare il fondo di cottura a fiamma vivace, senza coperchio.




Patate Duchesse
Ingredienti (per una trentina di piccoli ciuffetti):
450 g circa di patate (sono più o meno 3 medio-grandi) con la buccia
30 g di burro
sale
pepe 
noce moscata
formaggio grana grattugiato
un uovo (facoltativo..io non l'ho messo)

Lessare le patate immergendole in acqua fredda, leggermente salata (quando va a bollore, calcolare circa una mezz'ora e, a fine cottura, fare la prova forchetta: infilzandole, le patate non devono opporre resistenza). Preriscaldare il forno (statico) a 200°C. Scolare le patate, sbucciarle da calde in una terrina e passarle nello schiacciapatate ottenendo una soffice purea (alcuni fanno l'errore di frullare le patate con le lame del mixer, ma questo le rende una pappetta collosa a causa della distruzione della struttura degli amidi..non fatelo!). Aggiungere alla purea il burro a dadini, il formaggio grattugiato (un paio di cucchiaiate abbondanti) e aggiustare il gusto con sale, pepe e noce moscata. Amalgamare il tutto e versare il composto soffice, ma compatto in una sac à poche con bocchetta a stella. 
Spremere dei ciuffetti di purea su una placca coperta di carta forno e infornare per 10-15 minuti (deve formarsi una sottilissima crosticina esterna leggermente dorata, mentre l'interno manterrà la sua sofficità. Vanno servite ben calde...magari, come abbiamo fatto noi, abbinate a succulente costine! :)














La dolce conclusione della nostra cena festaiola è stata classica...ma non troppo!
Un favoloso panettone "Loison" (dell'ottima tradizione pasticciera vicentina), rivisitato in chiave golosa, senza canditi ed uvetta, ma con una raffinata farcitura di marron glacé in crema e pezzetti. 
Il merito non è nostro (tanto che non parlerei di ricetta), visto che ci siamo limitati a tagliare le fette, riscaldarle in forno a 200° per pochi minuti ed accompagnarle con un ciuffetto di Chantilly fatta al momento (montate un bricchetto di panna montata fredda, addizionandola con una spolveratina di zucchero a velo e semini di vaniglia Bourbon). L'abbinamento, pur nella sua semplicità, è, però, caldamente consigliato! ;)

Bon Appétit...et Bon Nouvel An!!!

domenica 1 gennaio 2012

Buon anno!


Non ti auguro un dono qualsiasi, 
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno. 
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; 
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa. 
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare, 
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri. 
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre, 
ma tempo per essere contento. 
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, 
ti auguro tempo perchè te ne resti: 
tempo per stupirti e tempo per fidarti 
e non soltanto per guardarlo sull'orologio. 
Ti auguro tempo per toccare le stelle 
e tempo per crescere, per maturare. 
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare. 
Non ha più senso rimandare. 
Ti auguro tempo per trovare te stesso, 
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono. 
Ti auguro tempo anche per perdonare. 
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.






Così è trascorso per noi l'ultimo giorno del 2011, anno che per les Chèfs si è rivelato denso di emozioni, di ogni genere, fino a culminare nel nostro giorno più bello :)
Fiduciosi per questo nuovo anno che è appena iniziato, abbiamo accolto il 2012 mano nella mano, abbracciati nell'intimità della nostra casetta.
Una coperta stesa per terra in sala, un tavolino ricolmo di cose buone preparate da noi e, per concludere, la nostra sperimentazione dolciaria con la pdz..molta semplicità, tante imperfezioni, ma per noi è stato davvero un successo ed un divertimento! :)
La base è importante, perchè spesso si rischia, con i dolci decorati in pdz, di dare importanza solo al lato estetico, dimenticando la vera essenza di un dolce: la sua bontà!
Noi abbiamo scelto un tipico dolce burroso e natalizio, l'"Offella", ricolmo di una crema al lemon curd e chantilly.

..e con questo goloso attentato alla glicemia..vi auguriamo un radioso inizio d'anno!

Bon appétit!

venerdì 9 dicembre 2011

Ritorno soft..in dolcezza!

Ci piacerebbe raccontarvi di quel che abbiamo combinato in questi mesi d'assenza, culinariamente parlando.
L'archivio è stipato di molte cosucce deliziose che vorremmo proporvi e diciamo che cercheremo di alternare ricette d'archivio e qualche ricettina new entry! 
Mettetevi comodi sulla macchina del tempo che ci porterà...

...al 3 novembre!
23esimo compleanno del mio tesoro, lo chèf Marco :)

Il dolce che gli ho preparato per l'occasione è un mix di mia invenzione, semplice, ma d'effetto!
Ho preso ricette collaudate e di successo (la frolla al cioccolato di Trish Deseine e la crema inglese) e ho aggiunto alcuni tocchi personali. La musa ispiratrice è lei ;)
Così è nata la SUPERCROSTATA FASHION DEL TATO ♥



Frolla al cioccolato di Trish Deseine

Ingredienti:
250g di farina
120g di zucchero a velo
50g di cacao amaro in polvere
200g di burro freddo a pezzetti
1 tuorlo
1 cucchiaio d'acqua fredda

Ho versato nell'impastatrice farina setacciata, zucchero e cacao, ho dato un giro per mescolarli e poi ho aggiunto il burro freddo a pezzi. Ho azionato l'impastatrice a velocità bassa e poi ho aumentato man mano. Quando l'impasto risultava sbriciolato, ho inserito l'uovo e, dopo un po' l'acqua (qui dovete regolarvi a seconda di come risulta l'impasto.
Quando la pasta è morbida e compatta (sembra pasta modellabile marrone), si tira fuori, si incarta con alluminio e si mette in frigo per un'oretta.


Crema inglese di Michele Cranston al cioccolato bianco

Ingredienti:
250ml di latte
250ml di panna fresca liquida
1 baccello di vaniglia
5 tuorli
4 cucchiai di zucchero
100gr di cioccolato bianco

La vaniglia deve essere lavorata tra le mani, appiattita e tagliata nel senso della lunghezza. Strisciando il dorso del coltello sul baccello, si prelevano i semi, che vanno aggiunti al latte così come il baccello stesso. In un pentolino con il fondo spesso si versano latte e panna e si cuociono a fuoco medio fino all'ebollizione.
In una ciotola a parte si montano i 5 tuorli con lo zucchero, fino a farli diventare spumosi; si aggiunge il composto di latte intiepidito, poco per volta, mescolando accuratamente con una frusta.
Si sciacqua il pentolino del latte e poi si versa al suo interno il composto.
Ora resta la cottura della crema, a fuoco medio, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, fino a quando la crema non vela il cucchiaio (non deve bollire!).
La crema va infine filtrata con un colino a maglia fine e, mentre è ancora bollente, va aggiunto il cioccolato tritato. Si mescola bene, fino a quando il cioccolato si è sciolto, poi la crema va fatta raffreddare e conservata in frigorifero.


Come si assembla la SUPERCROSTATA FASHION

Una dose di frolla al cioccolato
Una dose di crema inglese al cioccolato bianco
Un vasetto di marmellata scura, preferibilmente di fragole
Decorazioni di frolla o di cioccolato per decorare (facoltativo)

Si stende la frolla in una tortiera diametro 24-26cm, si stende uno strato di marmellata, si fa colare la crema inglese sopra e si fa compattare l'intera torta in frigorifero per qualche ora (meglio se tutta una notte..le crostate sono meglio il giorno dopo!).
Prima di servire si può decorare la superficie a piacere...è una crostata goduriosa!!!! ♥


Eccola qui col festeggiato :)


..e, dato che la mia crostata era un po' più piccina, 
con la restante frolla ho creato biscotti per decorare 
(e ottimi da sgranocchiare "pucciati" nella crema!!!)



Bon Appétit!

martedì 7 dicembre 2010

Chi di Spatzle ferisce..

Uh-uh! Qui qualcuno aveva promesso ricette..ed eccomi a mantenere la parola data!
Visto che in questi giorni sto cercando di superare la crisi da influenza, vi lascerò una chicca (sesese..chi si loda, s'imbroda!) del nostro archivio culinario ^^

Iniziamo con una ricetta in cui ci siamo proprio messi alla prova: gli spatzle.
Piatto "deutsch", versione con farina di grano saraceno rubacchiata da GialloZafferano sehr-gnam!
Ovviamente potevamo farla con l'apposito (qualcuno dice "indispensabile") "attrezzoperferequestibenedettispatzlearegoladarte"?! Ma certo che no! Noi spesso procediamo secondo il metodo dell'arrangiarsi in cucina.
All'attrezzo snob abbiamo preferito il più divertente passaverdure a fori larghi e il risultato è stato decisamente interessante! Pure sugli ingredienti abbiamo fatto qualche variazione..ci sarebbe piaciuto lo spek, ma avevamo dell'ottimo guanciale da finire, così.. :P



SPATZLE DI GRANO SARACENO CON GUANCIALE E PANNA

Ingredienti per 4 persone (o due persone mooolto affamate):
150gr di farina di grano saraceno
50gr di farina 00
3 uova
100ml circa di acqua 

sale aromatizzato
150gr di guanciale a striscioline
250ml di panna fresca
pepe


Preparazione

Setacciare insieme le due farine in una ciotola, unire il sale e mescolare. Amalgamare le uova e aggiungere poco per volta l'acqua, mescolando, fino ad ottenere un composto liquido, ma ben denso (deve staccarsi dal mestolo formando grosse gocce). Lasciar riposare per un quarto d'ora circa in un luogo fresco (noi abbiamo messo in frigo).

In una padella capiente rosolare il guanciale fino a quando sarà dorato, aggiungere la panna fresca e pepare quindi abbassare la fiamma al minimo e lasciar sobbollire appena.

In una pentola capiente far bollire l'acqua, salarla e posizionare sopra la pentola il passaverdure con i fori larghi (senza la manovella). Far scendere il composto degli spatzle nell'incavo del passino e aiutarsi con un cucchiaio per spingerlo giù. Il passaverdure formerà da solo delle "gocce" che si tufferanno direttamente nell'acqua salata! Far cuocere gli spatzle finchè riaffiorano, quindi raccoglierli con una schiumarola e saltarli nella padella con il guanciale per qualche istante.

Impiattare e servire subito! 


p.s. il moroso ne va matto!!! "Chi di Spatzle ferisce..di Spatzle perisce! ;)


Bon Appétit!

domenica 7 febbraio 2010

FORÊT NOIR RESTILING





Per tagliare il nastro rosso di questa nostra avventura foodbloggofila abbiamo scelto un dolce di tutto rispetto, ma in una versione rivisitata secondo i nostri gusti (non poteva essere altrimenti!).
La ricetta in questione è quella della famosa “Schwarzwalder Kirschtorte”, per gli amici “Foresta Nera”, preparata in occasione del compleanno del papà di Marco.
Noi abbiamo sostituito l’impasto base con una dolce tentazione più compatta; parte della panna per il ripieno è stata invece rimpiazzata con un’ottima e più leggera ricotta vaccina.
Niente liquore per noi, ma una delicata bagna di latte e sciroppo d’amarena.
Provatela e..fateci sapere se vi è piaciuta!

FORÊT NOIR RESTILING


Per la base:
200 gr di zucchero
75 gr di farina 00
75 gr di cacao amaro
75 gr di amido di mais
1 bustina (16 gr) di lievito vanigliato
3 uova
100 gr di burro fuso
1 bicchiere di latte a temperatura ambiente
Alcune gocce di estratto di vaniglia
Sale

Per la farcitura:
300ml di panna fresca da montare
200gr di ricotta vaccina
Un vasetto di amarene sciroppate
100gr di cioccolato fondente 60%
Zucchero a velo q.b.
Latte q.b.

Per decorare:
150gr di cioccolato fondente 60%
Qualche amarena con il suo sciroppo



Preparazione della base (da un'idea di Dandoliva)
Dopo aver pre-riscaldato il forno a 180° C, in un pentolino fondere il burro a fuoco basso e mettere da parte ad intiepidire.
In una terrina grande, con le fruste elettriche, mescolare bene uova e zucchero.
Unire il burro fuso a filo continuando a sbattere, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso.
Setacciare ed unire tutto in una volta fecola, farina, cacao, la vaniglia ed un pizzico di sale.
Sciogliere il lievito nel latte e mescolarlo al composto.
Foderare una tortiera (diametro 18-20cm) con carta forno,* quindi versarvi il composto ed infornare a 180°C per 40-45 minuti.
Far raffreddare la torta completamente e tagliarla a metà.
Spennellare le due superfici interne della torta con una bagna di sciroppo di amarene e latte (volendo, a questa bagna si può aggiungere del kirsch o dello cherry).
*Per poter manipolare meglio la carta forno, consigliamo di inumidirla prima con acqua tiepida e strizzarla delicatamente. Un'alternativa può essere invece imburrare e cospargere la tortiera con cacao, in modo da non provocare antiestetiche striature di farina a fine cottura.



Preparazione del ripieno
Montare a neve la panna e dolcificarla a piacere con lo zucchero a velo.
Frullare grossolanamente due terzi delle amarene sciroppate. Tritare il cioccolato fondente in pezzi non troppo piccoli. Prelevare un terzo della panna ed amalgamarla in una ciotola alla ricotta setacciata, alla purea di amarene e a l cioccolato in pezzi. Spalmare il ripieno sulla metà inferiore della torta, formando uno strato corposo, quindi coprirlo con la metà superiore del dolce. Spennellare con lo sciroppo di amarene puro la parte superiore del dolce quindi ricoprire quest’ultimo con la panna montata rimasta e livellare con cura superficie e bordi. In questo caso noi abbiamo aggiunto alla panna un altro po’ di purea di amarene per creare l’effetto variegato. Riporre la torta in frigo.


Preparazione delle decorazioni
Per la banda di cioccolato basta fondere 150gr di cioccolato fondente e spennellarlo su una striscia di carta forno (lunga quanto il diametro della torta e alta poco più del dolce). La striscia così ottenuta va applicata immediatamente lungo la circonferenza della torta, facendo aderire con cura. Una volta raffreddato ed indurito il cioccolato, si può togliere la carta. Con il restante cioccolato fuso, realizzare dei decori a piacere, servendosi di un cono di carta forno. Quando questi si saranno induriti, rifinire il dolce a piacere, aggiungendo qualche filo di sciroppo e alcune amarene intere.

Bon Appétit!




Con questa ricetta partecipiamo alla raccolta di GnamGnam :)
Cogliamo l'occasione per ringraziare tantissimo Elena per il gentile invito e, a nostra volta, per invitare tutti voi alla sua splendida raccolta! Partecipate numerosi!!!! :)